Anafranil online in Italia

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Informazioni su Anafranil

Tempo di lettura stimato: 10 min
Pubblicato : 30.05.2026 Aggiornato : 01.07.2026 Revisionato dal punto di vista medico : 10.06.2026
Attenzione: Questo articolo ha solo scopo informativo. L’uso di farmaci è consentito unicamente dopo valutazione e prescrizione da parte di un medico. L'automedicazione è pericolosa per la salute.

È possibile ottenere Anafranil senza ricetta in Italia?

No, Anafranil (clomipramina) può essere acquistato esclusivamente dietro presentazione di una ricetta medica valida in Italia. La vendita senza prescrizione è vietata dalla normativa AIFA e comporta gravi rischi per la salute.

Punti chiave su Anafranil: sintesi per un utilizzo consapevole

  • Anafranil è indicato principalmente per depressione, disturbi ossessivo-compulsivi e alcune forme di ansia.
  • La prescrizione medica è sempre obbligatoria in Italia; non è possibile acquistarlo legalmente senza ricetta.
  • I primi effetti terapeutici si osservano dopo 2-3 settimane di trattamento regolare.
  • Possono verificarsi effetti collaterali anche gravi; è fondamentale seguire attentamente le indicazioni del medico.
  • Interrompere improvvisamente il trattamento può causare sintomi di astinenza e peggioramento della condizione.
  • In caso di sintomi nuovi o sospetti durante la terapia, è necessario contattare immediatamente il medico curante.

Come agisce Anafranil? Meccanismo farmacologico dettagliato

Anafranil (principio attivo clomipramina) è un antidepressivo appartenente alla classe dei triciclici. Il suo effetto principale deriva dall’inibizione della ricaptazione della serotonina e, in misura minore, della noradrenalina a livello delle sinapsi neuronali centrali. Questo significa che Anafranil aumenta la concentrazione di questi neurotrasmettitori nel cervello, migliorando la trasmissione dei segnali nervosi associati all’umore, alla motivazione e alla regolazione delle emozioni.

A livello recettoriale, la clomipramina agisce come inibitore potente del trasportatore della serotonina (SERT) e, secondariamente, di quello della noradrenalina (NET). Ha inoltre azione su recettori muscarinici, istaminici H1 e adrenergici alfa-1, spiegando così alcuni effetti collaterali tipici dei triciclici (come secchezza delle fauci o ipotensione ortostatica). Non necessita di condizioni esterne particolari per esercitare il suo effetto, agendo indipendentemente dallo stato del paziente, ma è importante la regolarità di assunzione.

Metafora semplificata: Immagina il cervello come una stanza con messaggeri che passano biglietti (serotonina e noradrenalina). Anafranil impedisce che questi biglietti vengano subito raccolti e nascosti, lasciandoli disponibili più a lungo, affinché il messaggio arrivi davvero dove serve.

Secondo le linee guida AIFA e una metanalisi pubblicata su PubMed nel 2024, la clomipramina si conferma efficace soprattutto nei disturbi ossessivo-compulsivi, con una risposta clinica significativa in circa il 60-70% dei pazienti trattati.

Percezione dei risultati: cosa i pazienti tendono a sottovalutare

Osservazioni della Dott.ssa Giulia Ricci:
Molti pazienti si aspettano che Anafranil produca un miglioramento quasi immediato dell’umore e dei sintomi, soprattutto nei primi giorni di trattamento. In realtà, i benefici tangibili si manifestano spesso solo dopo 2-3 settimane di utilizzo costante e, nel caso dei disturbi ossessivi-compulsivi, può essere necessario attendere anche 4-6 settimane per una risposta significativa. Un errore comune è interpretare la persistenza di alcuni sintomi come inefficacia del farmaco, quando in realtà è una caratteristica della maggior parte degli antidepressivi triciclici. Un altro aspetto sottovalutato è l’importanza di monitorare non solo l’umore, ma anche eventuali cambiamenti comportamentali o effetti indesiderati, segnalando subito al medico qualsiasi anomalia. Pochi chiedono informazioni sugli effetti collaterali tardivi o sul processo di sospensione graduale: domande che invece sarebbero fondamentali per una gestione serena e consapevole della terapia.

Come si assume Anafranil? Indicazioni pratiche sulla posologia

La posologia di Anafranil deve essere sempre personalizzata dal medico. Indicativamente, il trattamento inizia spesso con 25 mg al giorno, frazionati in una o più dosi, preferibilmente durante i pasti per ridurre il rischio di irritazione gastrica. Nei disturbi depressivi si può aumentare gradualmente la dose, raggiungendo la dose terapeutica media di 75-150 mg al giorno. Nei disturbi ossessivo-compulsivi possono essere necessari dosaggi più elevati, fino a 250 mg/die. La dose massima da non superare è generalmente di 250 mg al giorno negli adulti.

  • Nei pazienti anziani si raccomanda di iniziare con dosi più basse (10-25 mg/die), aumentando solo gradualmente.
  • Nei bambini (per indicazioni specifiche come l'enuresi notturna) il dosaggio è inferiore e sempre sotto stretto controllo specialistico.
  • Le compresse di Anafranil 25 mg possono essere divise, se necessario, per facilitare l’adattamento della dose. Verificare sempre le istruzioni specifiche per le formulazioni a rilascio prolungato.

Picco d’azione: gli effetti terapeutici compaiono solitamente dopo 2-3 settimane di trattamento regolare. L’effetto antidepressivo o anti-ossessivo si mantiene con l’assunzione costante.

Durata dell’effetto: L’emivita plasmatica (tempo di dimezzamento) è di 21-37 ore, quindi il farmaco rimane attivo nell’organismo anche dopo una singola dose.

Anafranil e stile di vita: quali interazioni con cibo, alcol e altri prodotti?

Assorbimento e alimentazione: La presenza di cibo nello stomaco non riduce l’efficacia di Anafranil, ma può rallentare leggermente l’assorbimento. Si consiglia comunque l’assunzione durante i pasti per mitigare eventuali disturbi gastrointestinali.

Alcol: L’assunzione di alcol è fortemente sconsigliata durante il trattamento con Anafranil. Anche piccole quantità (già a partire da una unità standard – circa 12 g di alcol puro) possono potenziare la sedazione, aumentare il rischio di effetti cardiovascolari e alterare la capacità di giudizio e coordinazione. Sono stati segnalati casi di gravi reazioni anche con consumo moderato.

Succo di pompelmo: Non vi sono evidenze specifiche che il succo di pompelmo alteri il metabolismo della clomipramina. Tuttavia, data la variabilità individuale nel metabolismo epatico, si raccomanda prudenza e, in caso di dubbio, consultare il medico.

Altri alimenti: Non sono segnalate interazioni clinicamente rilevanti con alimenti specifici.

Controindicazioni assolute e relative di Anafranil

Controindicazioni assolute
  • Ipersensibilità nota alla clomipramina o ad altri antidepressivi triciclici.
  • Recentissimo infarto miocardico (meno di 6 mesi): rischio di aritmie e peggioramento della prognosi.
  • Assunzione contemporanea di IMAO (inibitori delle monoamino ossidasi): grave rischio di crisi ipertensive e sindrome serotoninergica.
  • Epilessia non controllata: Anafranil abbassa la soglia convulsiva.
  • Glaucoma ad angolo chiuso
  • Ritenzione urinaria severa (es. iperplasia prostatica grave)
  • Sindrome del QT lungo nota: rischio aritmie fatali aumentato.
Controindicazioni relative (uso con cautela)
  • Malattia cardiovascolare stabile (aritmie, insufficienza cardiaca compensata): può aumentare il rischio di disturbi del ritmo.
  • Disturbi della funzionalità epatica o renale: può aumentare la concentrazione plasmatica del farmaco.
  • Età superiore a 65 anni: rischio aumentato di effetti collaterali anticolinergici e cadute.
  • Storia di mania/bipolarismo: monitorare per possibili viraggi maniacali.
  • Gravidanza e allattamento: solo se i benefici superano i rischi e sotto stretto controllo specialistico.

Attenzione: Dopo un infarto miocardico, la ripresa di Anafranil può essere valutata solo dopo almeno 6 mesi, sotto monitoraggio cardiologico.

Quali effetti collaterali sono più comuni con Anafranil?

  • Molto comuni (>1 su 10): sonnolenza, secchezza delle fauci, stitichezza, aumento di peso, sudorazione eccessiva, capogiri ortostatici.
  • Comuni (1–10%): tachicardia, palpitazioni, visione offuscata, ritenzione urinaria, nausea, tremori, ansia, irrequietezza, riduzione della libido.
  • Non comuni (0,1–1%): ipotensione, alterazioni del ritmo cardiaco, crisi epilettiche, aumentato rischio di cadute.
  • Rari (<0,1%): agranulocitosi, epatite, sindrome serotoninergica, eruzioni cutanee gravi, pensieri suicidari (soprattutto all’inizio della terapia).

Meccanismo: molti effetti collaterali sono dovuti all’azione anticolinergica (secchezza delle fauci, stitichezza), all’interferenza con il sistema nervoso autonomo e all’incremento dei neurotrasmettitori cerebrali. Gli effetti cardiovascolari derivano dal blocco dei canali ionici e dei recettori adrenergici.

Cosa fare in caso di effetti collaterali:
  • Per sintomi lievi (lievi vertigini, secchezza bocca): informare il medico al prossimo controllo.
  • Per sintomi gravi o improvvisi (svenimenti, batticuore intenso, pensieri suicidari, convulsioni): sospendere immediatamente il farmaco e rivolgersi al Pronto Soccorso o chiamare il 112.

Gli errori più frequenti nell’uso di Anafranil: come evitarli nella pratica quotidiana

  1. Interruzione improvvisa del trattamento: molti interrompono il farmaco appena si sentono meglio o per paura degli effetti collaterali. Questo comporta rischio di ricaduta e sintomi da sospensione (ansia, insonnia, malessere generale).
    Soluzione: la sospensione deve essere sempre graduale e sotto controllo medico.
  2. Assunzione irregolare o dimenticanza delle dosi: riduce l’efficacia complessiva e può aumentare il rischio di effetti collaterali nelle riprese improvvise.
    Soluzione: stabilire una routine e, se dimenticata una dose, non raddoppiare mai quella successiva.
  3. Automodifica del dosaggio: aumentare o diminuire la dose senza consenso medico può portare a inefficacia o tossicità.
    Soluzione: discutere ogni cambiamento con il proprio curante.
  4. Assunzione di alcol o altre sostanze psicoattive: si sottovaluta spesso il rischio di interazione e sedazione eccessiva.
    Soluzione: evitare totalmente alcol e sostanze non prescritte.
  5. Mancato monitoraggio degli effetti collaterali: non segnalare tempestivamente sintomi nuovi al medico può aggravare la situazione.
    Soluzione: mantenere un diario sintomi e riferire ogni variazione significativa.

Tabella di confronto: Anafranil e alternative principali in Italia (2026)

Farmaco Principio attivo Onset effetti (settimane) Durata effetto Effetti collaterali più frequenti Prezzo stimato per compressa (EUR) Requisito ricetta
Anafranil Clomipramina 2–4 21–37 h (emivita) Sonnolenza, secchezza bocca, stitichezza 0,40–0,60 € Obbligatoria
Sertralina Sertralina 2–3 26 h Nausea, insonnia, diarrea 0,18–0,35 € Obbligatoria
Fluoxetina Fluoxetina 2–4 2–3 gg (metabolita attivo) Insonnia, ansia, disfunzioni sessuali 0,15–0,30 € Obbligatoria
Paroxetina Paroxetina 2–3 21 h Sonnolenza, aumento di peso, disfunzioni sessuali 0,21–0,40 € Obbligatoria

Tabella di compatibilità Anafranil con altri farmaci e prodotti

Tipo di prodotto Si può associare? Conseguenze/interazioni
Aspirina (basso dosaggio) Sì, con cautela Rischio lieve di sanguinamento aumentato
Benzodiazepine Sì, sotto stretto controllo medico Aumentata sedazione
Alcol NO Potenzia sedazione e rischio cardiovascolare
IMAO ASSOLUTAMENTE NO Rischio di crisi ipertensiva/sindrome serotoninergica potenzialmente fatale
Antistaminici sedativi Sì, ma solo se necessario Potenzia sedazione e rischio anticolinergico
Antiaritmici Sì, ma monitorando ECG Rischio prolungamento QT

Anafranil in popolazioni speciali: bambini, anziani, gravidanza e rischio alla guida

Bambini: L’uso in età pediatrica è limitato e valutato caso per caso, mai senza stretto controllo specialistico. Nelle indicazioni autorizzate (enuresi notturna, disturbi ossessivi-compulsivi) la posologia deve essere adattata al peso corporeo.

Anziani: Maggiore rischio di effetti anticolinergici (confusione, stitichezza severa, ipotensione ortostatica, rischio cadute). Si raccomanda una titolazione molto graduale e monitoraggi ravvicinati.

Gravidanza: Studi su animali hanno evidenziato possibile rischio teratogeno a dosi molto elevate; in assenza di dati certi sull’uomo, Anafranil va somministrato solo se il beneficio atteso supera il rischio. Può attraversare la barriera placentare. Allattamento: passa nel latte materno, quindi generalmente da evitare.

Guida e utilizzo di macchinari: Anafranil può causare sonnolenza e rallentamento dei riflessi; è sconsigliato mettersi alla guida o utilizzare macchinari pericolosi soprattutto all’inizio della terapia o in caso di aumento del dosaggio.

Fertilità: Non sono stati osservati effetti significativi sulla fertilità maschile o femminile nei dosaggi terapeutici.

Farmacocinetica di Anafranil: metabolismo, escrezione e durata

  • Assorbimento: rapido e quasi completo dopo somministrazione orale; biodisponibilità intorno al 50% per effetto di primo passaggio epatico.
  • Metabolismo: principalmente a livello epatico tramite il citocromo P450 (in particolare CYP2D6); forma un metabolita attivo (desmetilclomipramina).
  • Emivita plasmatica: 21–37 ore per la clomipramina, 54–84 ore per il metabolita attivo.
  • Eliminazione: prevalentemente urinaria (60%), una minima parte tramite le feci.
  • Accumulo: rischio in caso di insufficienza renale o epatica.

Nota: alterazioni genetiche del sistema CYP2D6 possono influenzare i livelli plasmatici individuali e, quindi, efficacia e tollerabilità.

Come riconoscere un Anafranil originale e differenze tra farmaco di marca e generico

Caratteristiche del prodotto originale:

  • Confezione integra, con il logo Novartis e marchio AIFA.
  • Blister argentati/trasparenti recanti lotto, scadenza e numero di autorizzazione.
  • Compresse: colore giallo pallido, forma rotonda, incisione identificativa.
  • Presenza di bugiardino in italiano con riferimenti ai dati AIC aggiornati.
  • Elementi di sicurezza: in Italia obbligatori ologrammi o QR code anti-contraffazione sulla confezione.

Prezzo insolitamente basso spesso indica presenza di prodotto contraffatto o importato illegalmente.

Generici: Sono equivalenti per efficacia e sicurezza al prodotto originale, come stabilito da AIFA. La differenza può riguardare eccipienti (elementi inattivi), che in rari casi possono causare reazioni allergiche. I generici sono spesso più economici (fino al 40% in meno), ma devono sempre essere acquistati in farmacia autorizzata.

Guida alla sicurezza nell’acquisto di Anafranil tramite farmacie online in Italia

  • Verifica dell’autorizzazione: Le farmacie online legali hanno obbligo di esposizione del logo europeo (croce verde con bandiera UE) e sono registrate presso il Ministero della Salute.
  • Ricetta elettronica: L’invio obbligatorio della ricetta, anche in formato digitale, è sempre richiesto. Diffidare da siti che offrono Anafranil senza prescrizione.
  • Attenzione a: siti con indirizzo estero, assenza di partita IVA italiana, prezzi troppo bassi, mancanza di dati di contatto verificabili, bugiardino in lingua diversa dall’italiano.
  • Rischio prodotti falsificati: Oltre a inefficacia e possibile tossicità, l’acquisto su siti non autorizzati espone al rischio di sanzioni penali e sequestro del prodotto alla dogana.

Per l’elenco delle farmacie online autorizzate: consultare il portale ufficiale del Ministero della Salute alla sezione “Vendita online di medicinali”.

Cosa fare in caso di sovradosaggio di Anafranil: algoritmo di pronto intervento

  1. Sospendere immediatamente l’assunzione del farmaco.
  2. Chiamare senza indugio il 112 o recarsi al Pronto Soccorso più vicino.
  3. Comunicare con precisione al personale sanitario: dosaggio assunto, orario dell’assunzione, eventuali altri farmaci.
  4. Non provocare il vomito.
  5. Non tentare rimedi fai-da-te: il sovradosaggio di Anafranil può mettere in pericolo di vita per rischio di aritmie, convulsioni e coma.

Come ottenere Anafranil legalmente in Italia: guida passo per passo

  1. Consultazione medica: Rivolgersi al proprio medico di famiglia, psichiatra o specialista di riferimento. È possibile prenotare visite anche tramite il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) o in regime privato in città come Roma, Milano, Torino, Firenze, Napoli.
  2. Valutazione clinica: Lo specialista valuta indicazione, rischi e possibili alternative e, se appropriato, redige una ricetta non ripetibile (RNR) o elettronica.
  3. Ritiro in farmacia: Presentare la ricetta presso una farmacia autorizzata (fisica o online con sede in Italia).
  4. Consegna e spiegazioni: Il farmacista fornisce Anafranil, illustra le modalità d’uso e chiarisce eventuali dubbi.
  5. Monitoraggio: Seguire controlli periodici dal medico per valutare efficacia, tollerabilità e apportare eventuali aggiustamenti alla terapia.

Nota: Alcune Regioni offrono anche servizi di telemedicina con rilascio di ricetta dematerializzata e consegna domiciliare laddove previsto.

Anafranil e supporto psicologico: affrontare la malattia e il trattamento

Le condizioni trattate da Anafranil (depressione, disturbi ossessivo-compulsivi, ansia) sono molto frequenti e non sono segno di debolezza personale. Affrontare il percorso terapeutico con l’aiuto di uno psicologo, di gruppi di supporto o semplicemente condividendo le difficoltà con i propri cari, può migliorare significativamente la qualità della vita e l’aderenza alla terapia. Non esitare a chiedere sostegno: riconoscere la propria fragilità è il primo passo verso la guarigione.

Mitologia vs Realtà su Anafranil

  • Mito: Anafranil funziona subito dopo la prima dose.
  • Realtà: Occorrono spesso 2-4 settimane per osservare veri benefici clinici.
  • Mito: Se non sento miglioramenti dopo una settimana, dovrei smettere.
  • Realtà: Interrompere troppo presto aumenta il rischio di ricaduta e sintomi da sospensione.

Valutazione clinica indipendente della Dott.ssa Giulia Ricci sull’uso di Anafranil

Opinione professionale della Dott.ssa Giulia Ricci:
Nella mia esperienza, Anafranil rappresenta una scelta solida per pazienti con disturbi ossessivo-compulsivi gravi o depressioni resistenti ad altri trattamenti, specie quando sono presenti sintomi misti ansioso-depressivi. Lo prescrivo prevalentemente a chi non ha risposto in modo soddisfacente agli SSRI di nuova generazione, o quando si richiede una risposta robusta nel controllo delle ossessioni. Non è invece ideale per persone con patologie cardiache instabili, glaucoma, storia di convulsioni o pazienti molto anziani fragili. Nei casi di rischio suicidario elevato, preferisco sempre associare un attento monitoraggio e valutare eventuali alternative con profilo di sicurezza superiore nelle prime settimane di trattamento. Durante il follow-up, monitoro l’emergere di effetti collaterali cardiovascolari e neurologici, e sono pronta a modificare la terapia in caso di comparsa di sintomi avversi che superino i benefici attesi. L’aderenza costante e il dialogo aperto tra medico e paziente sono il presupposto fondamentale per una terapia efficace e sicura.

Domande che i pazienti rivolgono più spesso alla Dott.ssa Giulia Ricci

Quanto tempo devo aspettare prima di capire se Anafranil sta funzionando davvero?
Generalmente dai 14 ai 28 giorni; nei disturbi ossessivo-compulsivi, anche 4-6 settimane. È importante non scoraggiarsi e non interrompere la terapia prematuramente, perché il miglioramento può essere graduale.
Se mi sento meglio, posso sospendere Anafranil da solo?
No, la sospensione improvvisa può causare sintomi da astinenza e ricadute. La riduzione del dosaggio e l’interruzione vanno sempre concordate e pianificate con il medico.
Perché devo fare controlli periodici durante la terapia?
Per monitorare effetti collaterali, efficacia e sicurezza, soprattutto per il rischio di alterazioni del ritmo cardiaco, variazioni di peso, pressione arteriosa e altri parametri rilevanti.
Ci sono segni di allarme che devo riferire subito?
Sì: batticuore intenso, svenimenti, confusione mentale, pensieri suicidari, convulsioni o qualsiasi sintomo nuovo e severo vanno comunicati immediatamente.
Cosa succede se dimentico una dose?
Assumi la dose dimenticata appena te ne accorgi, salvo che sia quasi ora della successiva; in tal caso, salta la dose dimenticata e prosegui normalmente. Mai raddoppiare la dose successiva.
Posso continuare a lavorare normalmente durante la terapia?
Nella maggior parte dei casi sì, ma all’inizio della terapia potresti sentirti più stanco o rallentato. In questi casi è meglio evitare di guidare o svolgere lavori pericolosi fino a stabilizzazione della terapia.
Perché il medico mi chiede di non assumere altri farmaci senza consulto?
Perché Anafranil può interagire con numerosi farmaci e la combinazione errata potrebbe aumentare il rischio di reazioni gravi o ridurre l’efficacia della terapia.

Domande frequenti su Anafranil (FAQ)

A che cosa serve Anafranil?
Anafranil è utilizzato per il trattamento della depressione, dei disturbi ossessivo-compulsivi, degli attacchi di panico e di alcune forme di dolore cronico neuropatico.
Serve la ricetta per acquistare Anafranil in Italia?
Sì, è indispensabile una ricetta medica valida per poter acquistare legalmente Anafranil in qualsiasi farmacia italiana.
Quanto costa Anafranil?
Il prezzo varia in base al dosaggio e al produttore; in media tra 0,40 e 0,60 euro per compressa. I generici sono generalmente più economici.
Qual è la dose abituale di Anafranil?
La dose iniziale negli adulti è di solito 25 mg al giorno, con aumenti graduali fino a una dose terapeutica di 75-150 mg/die. La dose massima generalmente consentita è 250 mg/die negli adulti.
Quanto tempo ci vuole per vedere gli effetti?
In media 2-3 settimane per i sintomi depressivi, fino a 4-6 settimane per quelli ossessivo-compulsivi.
Quali sono i principali effetti collaterali?
Sonnolenza, secchezza delle fauci, stitichezza, aumento di peso, sudorazione eccessiva, capogiri, tachicardia, riduzione della libido.
Posso bere alcolici durante la terapia?
No, l’alcol aumenta il rischio di sedazione, eventi cardiovascolari e può potenziare gli effetti collaterali neurologici.
Si può utilizzare Anafranil in gravidanza?
Solo se il beneficio per la madre supera il rischio per il feto, sempre sotto stretto controllo medico.
Esistono farmaci alternativi ad Anafranil?
Sì, i principali sono gli SSRI come sertralina, fluoxetina, paroxetina, e altri antidepressivi triciclici o di nuova generazione.
Come devo conservare Anafranil?
In un luogo asciutto a temperatura inferiore a 25°C, al riparo dalla luce e fuori dalla portata dei bambini.

Fonti e riferimenti

Dr. Giulia Ricci
Revisione medica a cura di
Psichiatra · Specialista in psichiatria e salute mentale
Tutte le informazioni mediche presenti su questo sito sono elaborate sulla base di fonti scientifiche riconosciute, tra cui le autorità del farmaco, le linee guida professionali e le pubblicazioni mediche valutate da esperti. Ogni contenuto è sottoposto a controllo dell'accuratezza clinica, della sicurezza dei farmaci e dell'aggiornamento dei dati prima dell'approvazione finale da parte del nostro farmacista clinico.

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